PRODOTTI FITOTERAPICI

Le proprietà terapeutiche di molte piante, funghi o licheni sono tradizionalmente note agli uomini che frequentemente le hanno utilizzate come “erbe curative”. Tuttavia, le tecniche della moderna medicina hanno permesso di individuare i medicinali fitoterapici veri e propri, distinti dai prodotti di erboristeria e dalle erbe semplici.

I medicinali fitoterapici sono tutti quei medicinali il cui principio attivo è una sostanza vegetale. Questi medicinali sono stati ufficialmente approvati dall’AIFA, che ne ha verificato la loro qualità, efficacia e sicurezza, e sono venduti esclusivamente nelle farmacie, alcuni dietro presentazione di ricetta medica ed altri come medicinali senza obbligo di prescrizione o medicinali da banco.

I prodotti di erboristeria non hanno l’autorizzazione all’immissione in commercio e non possono essere definiti medicinali anche se talora hanno una qualche attività farmacologica.
L’uso dei prodotti di erboristeria, soprattutto di quelli farmacologicamente attivi, deve essere, comunque, prudente:
• la quantità di prodotto assunto deve essere diversa, secondo le caratteristiche della persona (peso, età, condizioni di salute, ecc.);
• i loro principi attivi possono avere degli effetti collaterali o delle controindicazioni;
• possono causare delle reazioni allergiche, non prevedibili;
• possono provocare delle interazioni farmacologiche dannose con altri medicinali o con gli alimenti;
• il loro uso può essere pericoloso durante la gravidanza o l’allattamento, periodi in cui il corpo della donna è in un momento delicato.

PRODOTTI OMEOPATICI

Si definisce medicinale omeopatico:
ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli Stati membri della Comunità europea; un medicinale omeopatico può contenere più sostanze.

Un medicinale omeopatico ha la denominazione scientifica del ceppo o dei ceppi omeopatici o in mancanza di questa la denominazione scientifica del materiale o dei materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o altra denominazione figurante in una farmacopea, accompagnata tra parentesi dalla denominazione propria della tradizione omeopatica seguita dal grado di diluizione.

I medicinali omeopatici ad alta diluizione sono riconoscibili perché riportano sulla confezione esterna la seguente dicitura: “medicinale omeopatico” seguita dalla frase “senza indicazioni terapeutiche approvate”.
Ciò significa che nessuna valutazione dell’efficacia del prodotto è stata effettuata dall’autorità competente (AIFA).

PRODOTTI OMOTOSSICOLOGICI

La parola “omotossicologia” racchiude lo studio degli effetti che alcune tossine, definite “omotossine”, hanno sull’essere umano e contempla l’idoneo trattamento omeopatico.
Lo stato di salute e di malattia, da un punto di vista omotossicologico, dipende dalla lotta che il nostro organismo ingaggia per eliminare le omotossine in eccesso. In caso queste si rivelino troppo aggressive, la terapia omotossicologica tenderà a stimolare il naturale meccanismo di autoguarigione del corpo umano incrementando una specifica risposta immunitaria.
L’omotossicologia conosce la sua fortuna nel secolo scorso per merito delle intuizioni e del successivo lavoro di Hans Reckeweg, omeopata tedesco. Reckeweg introduce il concetto di omotossina e ne fa il perno su cui ruota la sua teoria di depurazione dell’organismo.
Le omotossine possono essere di natura endogena o esogena. Possono essere rappresentate da rifiuti del nostro metabolismo che non vengono espulsi correttamente oppure possono essere agenti esterni che respiriamo o ingeriamo: semplici batteri e virus, farmaci sintetici, conservanti, coloranti e additivi alimentari, insetticidi o pesticidi. Tutto ciò è omotossico e va espulso. Se il corpo non riesce naturalmente a svolgere questa funzione, va aiutato.
Ogni organismo viene attraversato da una notevole quantità di tossine esogene, rappresentata da batteri, virus, tossine di tipo alimentare e agenti inquinanti, e da tossine di tipo endogeno, risultati di vari metabolismi e cataboliti finali. É normale. Così come normale è il lavoro che il corpo svolge per depurarsi da questi agenti, tendendo verso un dinamico equilibrio. Se, dunque, un’omotossina non si rivela particolarmente virulenta e i nostri sistemi emuntoriali (reni, fegato, sistema linfatico) sono a posto, questa non causerà interferenze nella sua omeostasi e rimarremmo in salute.
Purtroppo, non sempre è così. Se la tossina risultasse aggressiva o i sistemi non fossero in grado di bloccarla, ne risulterebbe una compromissione dell’organismo: la malattia.
Con le parole di Hans Heinrich Reckeweg, “Le malattie sono l’espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero sono l’espressione della lotta che l’organismo compie per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine“.
Per trattare le malattie, l’approccio omotossicologico prevede i rimedi omotossicologici.